Clelia: dal periodo di allettamento alla riconquista dell’autonomia
Un percorso personalizzato di ricondizionamento motorio per recuperare forza, equilibrio, coordinazione e sicurezza nei movimenti quotidiani dopo un periodo di allettamento e precedenti problematiche ortopediche.
Il percorso in azione
Nel video Clelia esegue un esercizio in sequenza che unisce rinforzo muscolare, coordinazione, attenzione e controllo motorio.
La situazione iniziale
Quando Clelia ha iniziato il percorso con Federico Fabbri, il problema non era soltanto una riduzione della forza muscolare.
Dopo un periodo di allettamento, il corpo cambia. La muscolatura perde tono, l’equilibrio diventa meno stabile e movimenti che prima erano automatici richiedono maggiore attenzione, controllo e fiducia.
Alzarsi da una sedia, camminare con sicurezza, cambiare direzione, mantenere il controllo del tronco o affrontare piccoli spostamenti quotidiani possono diventare attività più complesse di quanto sembrino.
Nel caso di Clelia, residente in zona Parioli, il percorso doveva tenere conto anche di un precedente infortunio alla spalla e di un trauma al ginocchio destro. Due eventi che, nel tempo, avevano contribuito a ridurre la qualità del movimento e la fiducia nelle proprie capacità fisiche.
Per questo motivo il lavoro è stato costruito in modo progressivo e personalizzato, coinvolgendo tronco, bacino, arti inferiori, equilibrio, coordinazione e resistenza allo sforzo.
Perché questo esercizio è importante
Un singolo esercizio può diventare molto più di un lavoro muscolare quando viene inserito in un percorso clinico costruito con metodo.
L’esercizio mostrato nel video non lavora soltanto sul rinforzo del quadricipite. Clelia alterna il lavoro delle gambe ad ogni ripetizione, mantenendo controllo, attenzione e continuità nella sequenza.
Questo tipo di lavoro integra contrazioni isometriche ed eccentriche, ma coinvolge anche la coordinazione degli arti inferiori, il controllo posturale e la componente cognitiva necessaria per eseguire correttamente il movimento.
La difficoltà non è solo fisica. La paziente deve organizzare il gesto, rispettare il ritmo, mantenere la postura e portare a termine una sequenza motoria in modo preciso.
Tre livelli di lavoro nello stesso gesto
Come è stato costruito il percorso
Il percorso di Clelia è stato sviluppato in modo progressivo, integrando lavoro muscolare, coordinativo, posturale e cardiovascolare. L’obiettivo era recuperare autonomia senza sovraccaricare la paziente, rispettando i suoi tempi e la sua storia clinica.
Stabilizzazione del tronco
Per migliorare il controllo posturale e rendere più sicuri i movimenti quotidiani.
Svincolo del cingolo scapolare
Per recuperare fluidità nella parte superiore del corpo, anche in relazione al precedente infortunio alla spalla.
Svincolo del cingolo pelvico
Per migliorare il rapporto tra bacino, arti inferiori e controllo globale del movimento.
Rinforzo della muscolatura antigravitaria
Focus su glutei, quadricipiti e tricipite surale, muscoli fondamentali per cammino, equilibrio e autonomia.
Allenamento coordinativo e cognitivo-motorio
Esercizi in sequenza che richiedono attenzione, alternanza degli arti inferiori, precisione e controllo del gesto.
Equilibrio e propriocezione
Lavoro da seduta, in piedi e su superfici instabili per migliorare sicurezza, controllo e fiducia nel movimento.
Ricondizionamento cardiovascolare leggero
Camminate cronometrate e lavoro a bassa intensità, in stile LISS, per migliorare la tolleranza allo sforzo senza eccessivo sovraccarico.
L’obiettivo non era costruire muscoli.
L’obiettivo era restituire autonomia.
Il risultato del percorso
Il lavoro ha permesso di intervenire su più livelli: tono-trofismo muscolare, controllo posturale, coordinazione, equilibrio e capacità di sostenere attività leggere ma continuative.
Ogni percorso inizia da una persona, non da un esercizio
Il caso di Clelia rappresenta un principio fondamentale della fisioterapia moderna: non esistono protocolli identici per tutti.
Dopo un periodo di allettamento, un trauma o una lunga fase di inattività, il recupero non dipende esclusivamente dalla forza muscolare.
Entrano in gioco equilibrio, coordinazione, controllo posturale, resistenza allo sforzo, sicurezza nei movimenti e capacità di affrontare con serenità le attività quotidiane.
Per questo motivo Federico Fabbri costruisce percorsi personalizzati che tengono conto della storia clinica, delle capacità funzionali e degli obiettivi concreti della persona.
L’obiettivo non è semplicemente eseguire esercizi, ma ottenere un miglioramento reale e trasferibile nella vita di tutti i giorni.
Hai perso forza o autonomia dopo un periodo di inattività?
Se tu o un tuo familiare avete difficoltà nel cammino, insicurezza nei movimenti, perdita di tono muscolare o affaticamento dopo un periodo di allettamento, è possibile impostare un percorso fisioterapico personalizzato.
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